Collezione Doro

Il progetto museale si fonda sulla “Collezione Augusto Doro”, singolare figura di infaticabile ricercatore torinese, ma con radici e interessi di studio in Provincia di Cuneo. Augusto Doro (1906-1983), a cui è dedicato il museo, mise insieme per la Società di Studi Storici di Cuneo, la quale ne conserva tuttora la proprietà, una significativa raccolta di oggetti del lavoro contadino nelle valli cuneesi ed un relativo progetto museale. Il progetto di Augusto Doro era già stato assunto dalla Società Studi Storici di Cuneo fin dal novembre del 1972, quando era stato proposto con successo a diversi enti pubblici (la Provincia, il Comune di Cuneo, la Camera di Commercio). La raccolta ebbe quindi un primo allestimento nella ex Caserma Leutrum, nel 1973. Furono avviati lavori di schedatura, rimasti incompiuti. A Causa di un progetto di recupero dell’edificio, la raccolta fu trasportata a Fossano, su richiesta di quel comune, per essere poi allestita nel Castello degli Acaja, allora in corso di ristrutturazione e restauro. L’allestimento non fu mai realizzato, nonostante le insistenti pressioni della Società Studi Storici. Nel novembre 1987, il materiale, in pessimo stato, fu nuovamente trasportato a Cuneo e sistemato nella Cascina Vecchia di San Rocco Castagnaretta, dove un riscontro inventariale rivelò notevoli discordanze rispetto alla collezione originaria. Anche il progetto di allestimento della collezione Doro nella Cascina Vecchia naufragò, per il mancato restauro della stessa e il materiale fu momentaneamente depositato in locali del Distretto Militare. Prendeva intanto corpo il progetto relativo al Castello di Rocca de’ Baldi: qui la collezione venne definitivamente trasferita nell’estate del 1996.

 

La “Colonia Agricola Orfani di guerra” nel Castello di Rocca de’ Baldi

La vocazione museale si pone come elemento di continuità rispetto all’importante pagina  storica, scritta dalla presenza nei locali del castello dalla “Colonia Agricola Orfani di Guerra” che, dal 1923 al 1975, ospitò, educò e preparò alla vita e al lavoro le centinaia di ragazzi che, negli anni, vi furono accolti. Proprio in questi spazi, molto, moltissimo si è parlato e studiato di Agricoltura, nei suoi aspetti teorici, ma soprattutto pratici: sperimentazioni cerealicole, nuovi modelli di gestione della stalla, produzioni casearie, applicazioni delle innovazioni tecniche sulle coltivazioni, cura e miglioramento del frutteto, con l’innesto e le corrette potature. Tutto questo per adempiere al fine primario dell’istituzione: preparare agricoltori moderni, capaci di dare prosperità alle campagne monregalesi. L’ente aveva iniziato la sua attività a Mondovì Carassone, grazie alla messa a disposizione gratuita dei locali e di oltre 20 giornate di terreno da parte dell’Istituto Cottolengo. La Colonia apriva il 24 novembre 1920, con l’ingresso dei primi 12 ragazzetti accettati, per trasferirsi stabilmente nel castello di Rocca de’ Baldi il 16 settembre 1923.Le attività di studio teorico-pratico erano curate dal Comizio Agrario di Mondovì, nella persona del prof. Alessandro Gioda, esimia figura di insegnante, che organizzò corsi pratici di frutticoltura, apicoltura, viticoltura, allevamento e casearia, aperti anche a giovani del territorio circostante. All’interno della Colonia operarono tutti coloro che avevano le migliori competenze in campo agrario sul territorio monregalese, sperimentando quelli che erano gli insegnamenti diffusi tra i contadini, secondo lo spirito delle Cattedre Ambulanti di Agricoltura, di cui il prof. Gioda era titolare a Mondovì. Nel periodo a cavallo degli anni ’20 e ’30, i terreni della cascina Garelli, di proprietà dell’ente, divennero laboratorio di prove di concimazione e di sperimentazione di nuove varietà di cereali. I risultati erano pubblicati sul periodico del Comizio Agrario “L’Agricoltore Monregalese” e seguiti con grande attenzione dagli agricoltori locali. La Colonia Agricola figurava allora tra i vincitori per la Vittoria del grano della Provincia di Cuneo. Alla “Colonia Agricola Orfani di Guerra” il Museo “A. Doro” dedica uno spazio che vuole raccontare, attraverso documenti, immagini e interviste video, una comunità viva, i sacerdoti che si spesero per il suo buon funzionamento, gli insegnanti, i collaboratori, gli ospiti  e le attività dell’ente.

 

Collezione Airale

I reperti che costituiscono l’importante donazione facevano parte della dotazione di attrezzi delle Officine Airale, site nella città di Savigliano (CN) che, sin dagli anni Venti del XX secolo, si erano specializzate nella produzione di attrezzi e macchine agricole. L'attività di produzione terminò a cavallo degli anni Settanta-Ottanta, quando i proprietari decisero di puntare esclusivamente sul commercio delle macchine agricole. Nel 1990 avvenne la definitiva chiusura dell’attività. Strumenti e macchine della collezione Airale sono esposti nello spazio appositamente realizzato nel parco del Castello.

 

Collezione di giocattoli 

Il museo ha sperimentato un filone di ricerca relativo al gioco e al giocattolo che ha portato ad una collezione di giocattoli di fine ‘800 e inizio ‘900, attualmente esposta nelle sale del primo piano dell’ala settecentesca del castello.

 

Il laboratorio del ciabattino

Due diverse donazioni hanno permesso l’allestimento del laboratorio del ciabattino in un piccolo locale a pianterreno dell’ala secentesca.