Il nuovo allestimento museale

 

Il vasto patrimonio di ricerca svolto dalla Società Studi Storici e dal Centro Studi "Augusto Doro", insieme alll'indirizzo storico-etnografico rigorosamente scientifico, hanno dilatato il significato degli oggetti raccolti ed il loro rapporto con il territorio e la storia economica, sociale e culturale della nostra regione. Il significato e i legami che ogni oggetto raccolto è venuto ad assumere, costituiscono il motivo conduttore dell'allestimento museale.

 

Il nuovo volto con cui si presenta oggi il Museo "Augusto Doro" è un allestimento capace di esprimere l'immagine dell'orizzonte tecnicoculturale del passato attraverso i più moderni mezzi di comunicazione multimediale. Antiche mappe, carte topografiche, modellini e messaggi virtuali illustrano nelle prime sale le grandi trasformazioni dell'ambiente e la nascita del paesaggio rurale odierno. Gli sviluppi storico-paesaggistici fanno riferimento sia alla scala provinciale e regionale che al territorio circostante, le "terre dei Morozzo", ben documentate dalle ricerche. Nelle sale successive, dedicate alla cerealicoltura, vengono descritti tutti gli aspetti della coltivazione dei cereali, dall'aratura alla conservazione.

 

Il motivo conduttore è un lungo solco luminoso di grande impatto visivo, in cui sono disposte in sequenza le varie fasi della crescita del grano. Immagini dagli affreschi di antiche chiese, castelli e miniature, testimoniano le tipologie di aratro che per secoli hanno solcato le nostre terre, insieme agli strumenti utilizzati per la mietitura, la trebbiatura, la spulatura. Un percorso che aiuta a meglio comprendere la lunga strada per arrivare all'oggi. 

 

L'efficace presentazione della coltivazione del mais fa risaltare la grande importanza ad uso alimentare di questo cereale. Spettacolari gigantografie immergono il visitatore nelle atmosfere dei luoghi, delle genti e delle tematiche descritte, mentre i numerosi filmati offrono la percezione del gesto, quale atto di una sapienza antica che deve essere documentata.

 

La sala dedicata alla castanicoltura, che ha dato una grande impronta ai territori delle nostri valli, immerge il visitatore nei boschi, tra figure dai volti e gesti antichi e gli strumenti che di quegli uomini hanno inglobato la fatica atavica. Mappe e video presentano dati capaci di trasferirci l'importanza economica di questa pratica millenaria.

La sistemazione del materiale etnografico della collezione Doro, sapientemente collocato nelle varie sale, consente di individuare l'evoluzione nel tempo di attrezzi e tecniche anche in relazione alla storia dei vari paesaggi rurali e ambientali della provincia. La loro ricollocazione in precisi momenti storici, geografici ed economico-culturali permette di riscoprire le trame che li legavano alle esigenze produttive, agli ambienti, alla circolazione delle esperienze innovative e di riconnettere i saperi per illuminare aspetti significativi degli oggetti stessi.